Dalla Puglia alla Toscana, passando attraverso una lunga esperienza professionale dedicata alla tutela dei diritti delle persone più fragili, Maria Pia Perrino approda alla narrativa con una scrittura intensa e profondamente umana. Nata a Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi, e laureata in Giurisprudenza, Perrino ha lavorato per molti anni presso la Regione Toscana occupandosi di diritti dei detenuti, tutela dei minori e difesa civica, maturando una particolare sensibilità verso le storie di emarginazione, sofferenza e riscatto.
Nel 2020 ha esordito nel panorama letterario con Finché vola l’aquilone, pubblicato da Porto Seguro Editore e segnalato nell’ambito del Premio Internazionale Mario Luzi. Successivamente ha dato alle stampe Una famiglia leggera, edito da Scatole Parlanti e finalista allo stesso prestigioso riconoscimento. Ha inoltre pubblicato diversi racconti con la casa editrice Monpracem, confermando una produzione narrativa attenta alle dinamiche sociali e ai percorsi interiori dei suoi personaggi.
Al centro del suo più recente romanzo troviamo Rita, una donna segnata fin dall’infanzia da una dolorosa esperienza di abbandono. A questa ferita originaria si aggiunge una grave malattia che la rende incapace di avere figli, una condizione vissuta come un pesante stigma all’interno di un ambiente sociale povero e culturalmente arretrato, nel quale la maternità rappresenta ancora uno dei principali parametri di realizzazione femminile.
La vicenda prende una svolta decisiva quando Rita, insieme ad altre donne, contribuisce alla nascita della “Trattoria delle Stelle Comete”. Quella che inizialmente appare come un’iniziativa lavorativa diventa presto molto di più: uno spazio di incontro, condivisione e sostegno reciproco, capace di trasformarsi in un’autentica esperienza di solidarietà femminile. In questo contesto, la protagonista trova finalmente la forza per ricostruire la propria identità e immaginare un futuro diverso.
La narrazione si sviluppa alternando la cupezza dei luoghi e delle condizioni sociali in cui Rita è cresciuta a immagini di straordinaria vitalità, in un equilibrio che restituisce al lettore tutta la complessità dell’esistenza umana. La sofferenza non viene mai negata, ma si intreccia costantemente con la possibilità del cambiamento e della rinascita.
Dopo l’esperienza della trattoria, Rita sceglie di sfidare sé stessa ancora una volta. Lascia il mondo di consuetudini e pregiudizi che l’ha accompagnata per gran parte della vita e si trasferisce in una realtà metropolitana, distante non solo geograficamente ma anche culturalmente dai luoghi delle sue origini. È un passaggio fondamentale, che segna l’inizio di una nuova fase di consapevolezza.
Nel confronto con un ambiente più aperto e dinamico, la protagonista comprende che la solidarietà femminile sperimentata in passato non è stata un episodio isolato, ma una risorsa preziosa da coltivare. Sarà proprio la riscoperta di questo legame tra donne a offrirle l’habitat più autentico e accogliente per affrontare la maturità, trasformando le ferite del passato in una nuova occasione di crescita.
Con una scrittura sensibile e partecipe, Maria Pia Perrino costruisce una storia che parla di esclusione e appartenenza, di dolore e speranza, ma soprattutto della capacità delle donne di sostenersi reciprocamente e di reinventare il proprio destino anche quando la vita sembra aver sottratto ogni possibilità.
Un romanzo che invita a riflettere sul valore della comunità, della resilienza e della forza silenziosa che nasce dalla condivisione delle esperienze.
04/06/2026






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