Milano ha salutato con grande partecipazione don Antonio Mazzi, il sacerdote fondatore della comunità Exodus, scomparso venerdì all'età di 96 anni. Nella basilica di Sant'Ambrogio si sono riuniti familiari, amici, collaboratori, volontari e tanti ex ospiti della comunità per rendere omaggio a una figura che ha dedicato la propria vita ad aiutare chi attraversava momenti di difficoltà.
Alla cerimonia erano presenti anche numerose autorità, tra cui il sindaco di Milano Giuseppe Sala, il prefetto Claudio Sgaraglia e don Luigi Ciotti, da sempre impegnato nel sociale. La loro presenza ha sottolineato il valore dell'eredità lasciata da un uomo che ha trasformato la solidarietà in un progetto concreto, capace di cambiare il destino di migliaia di persone.
Fondata negli anni Ottanta, Exodus è diventata un punto di riferimento per ragazzi e adulti alle prese con dipendenze, disagio sociale, emarginazione e fragilità. Don Mazzi ha costruito una realtà basata sull'ascolto, sulla fiducia e sulla possibilità di ricominciare, dimostrando che nessuno deve essere definito dai propri errori.
Tra i ricordi più significativi c'è quello dell'editore Urbano Cairo, che ha descritto il sacerdote come una persona profondamente vicina agli ultimi. "Era legato a chi aveva dei problemi. Aveva la sicurezza di poter aiutare e comunque ci provava sempre", ha detto, riassumendo lo spirito che ha guidato don Mazzi per tutta la vita.
La sua storia parla ancora ai giovani di oggi. In un'epoca in cui molti ragazzi si confrontano con solitudine, ansia, dipendenze e difficoltà nel trovare il proprio posto nel mondo, il messaggio di don Mazzi conserva tutta la sua forza: chiedere aiuto non è una debolezza, e ogni persona merita una seconda possibilità.
Il suo impegno va oltre la comunità Exodus. Don Mazzi lascia un esempio di coraggio civile e umano, ricordando che il cambiamento nasce dall'incontro con l'altro, dall'ascolto e dalla capacità di non voltarsi dall'altra parte. Un'eredità che continua a vivere nelle persone che ha aiutato e in tutti coloro che, seguendo il suo esempio, scelgono ogni giorno di tendere una mano a chi ne ha bisogno.
03/08/2026







Inserisci un commento