Dopo mesi di polemiche, titoli infuocati e discussioni infinite sui social, cala il sipario su Pandoro e Uova-gate. Chiara Ferragni è stata assolta dalle accuse di truffa aggravata: il giudice non ha riconosciuto l’aggravante della minorata difesa degli utenti e ha dichiarato l’estinzione del reato in seguito al versamento di 3,4 milioni di euro di risarcimento.
Una decisione che segna la fine giudiziaria di uno dei casi mediatici più discussi degli ultimi anni, capace di andare ben oltre i confini delle aule di tribunale e di trasformarsi in un vero e proprio dibattito pubblico sul rapporto tra influencer, brand e follower.
All’uscita dal tribunale, Ferragni si è detta “commossa” e ha parlato di una “giustizia finalmente fatta”. Parole che arrivano dopo un periodo complesso, in cui l’imprenditrice digitale ha visto crollare collaborazioni, contratti e una parte della sua immagine pubblica, mentre il web si divideva tra critiche feroci e messaggi di sostegno.
Il cuore della vicenda riguardava le iniziative benefiche legate alla vendita di pandori e uova di Pasqua, finite sotto la lente della magistratura per presunte pratiche ingannevoli nei confronti dei consumatori. Il nodo centrale del processo era l’ipotesi di truffa aggravata, in particolare per la presunta “minorata difesa” degli utenti. Un’aggravante che il giudice non ha riconosciuto, aprendo la strada all’assoluzione con estinzione del reato dopo il risarcimento milionario.
Per molti giovani, questo caso è stato uno spartiacque. Da un lato ha incrinato il mito dell’influencer “intoccabile”, dall’altro ha acceso i riflettori su temi come la trasparenza, la responsabilità sociale e il peso che chi ha milioni di follower può avere sulle scelte di consumo. Non solo gossip, quindi, ma una lezione che ha coinvolto marketing, etica e fiducia online.
Ora, con la chiusura del procedimento, si apre una nuova fase. Resta da capire se e come Chiara Ferragni riuscirà a ricostruire il rapporto con il suo pubblico, soprattutto con le nuove generazioni, sempre più attente e critiche verso chi comunica sui social.
Pandoro e Uova-gate finiscono così negli archivi giudiziari, ma lasciano dietro di sé una domanda che continua a rimbalzare online: quanto conta oggi essere famosi e quanto, invece, essere credibili?
15/01/2026







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