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SCUOLA, UN EDIFICIO SU TRE HA ANCORA BISOGNO DI LAVORI URGENTI

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La campanella è tornata a suonare, ma per molti studenti il nuovo anno scolastico ricomincia in edifici che hanno ancora bisogno di essere sistemati. Nel 2025, infatti, quasi una scuola italiana su tre, il 31,7%, necessita di lavori urgenti. Nel Mezzogiorno la situazione è ancora più complicata, con una percentuale che arriva quasi a un edificio su due.

A fotografare lo stato dell’edilizia scolastica italiana è il rapporto “Ecosistema Scuola” di Legambiente, giunto alla 26esima edizione. Lo studio evidenzia alcuni miglioramenti, ma anche una velocità di intervento ancora troppo lenta e forti differenze tra Nord, Centro e Sud.

Il Pnrr non ha ancora cambiato il quadro

Negli ultimi cinque anni sono stati destinati all’edilizia scolastica 11,65 miliardi di euro attraverso il Pnrr, con l’obiettivo di realizzare oltre 9.500 interventi. I risultati, però, sono ancora parziali.

Sono andati meglio i lavori di manutenzione, riqualificazione e miglioramento delle strutture sportive, mentre procedono più lentamente i progetti per costruire nuove scuole e asili nido.

Per le nuove scuole, sei progetti su dieci sono ancora in fase di esecuzione. Per gli asili nido, invece, è ancora in corso quasi un progetto su due.

Alcuni segnali positivi

Non tutto è fermo. Il rapporto segnala infatti alcuni miglioramenti sul fronte della sicurezza. Gli edifici scolastici dotati di certificato di agibilità sono passati dal 47,2% del 2024 al 53,5% nel 2025.

Crescono anche gli interventi per rendere le scuole più efficienti dal punto di vista energetico: hanno interessato il 19,4% degli edifici, rispetto al 15,9% della precedente rilevazione.

È un passo importante anche per affrontare il problema dei consumi e della crisi climatica, ma secondo Legambiente il ritmo dei miglioramenti resta troppo lento.

Sud e Isole ancora più in difficoltà

Il problema principale riguarda soprattutto le differenze territoriali. Negli ultimi cinque anni il 51,7% degli edifici scolastici ha beneficiato di interventi di manutenzione straordinaria, ma nel 2025 il 31,7% necessita ancora di lavori urgenti.

La percentuale sale al 45,2% nel Sud e arriva addirittura al 54,2% nelle Isole. Nel Centro-Nord, invece, rimane sotto il 27%.

Una situazione che significa che non tutti gli studenti italiani affrontano la scuola nelle stesse condizioni: il luogo in cui si vive può ancora fare una grande differenza anche per la qualità degli edifici e dei servizi scolastici.

La sicurezza sismica resta un problema

Tra gli aspetti più preoccupanti c'è anche la prevenzione dei terremoti. Il 57,2% delle scuole non è stato ancora sottoposto alla verifica di vulnerabilità sismica.

E le nuove costruzioni sono ancora poche: gli edifici scolastici realizzati negli ultimi cinque anni rappresentano appena l’1,3% del patrimonio monitorato.

Per gli studenti, quindi, la sfida non riguarda soltanto aule più moderne o palestre meglio attrezzate. Una scuola sicura, efficiente e adeguata alle nuove esigenze dovrebbe essere una condizione di base per poter studiare, socializzare e costruire il proprio futuro.

Il Pnrr ha messo a disposizione risorse importanti, ma i dati di Legambiente mostrano che la strada da percorrere è ancora lunga. La vera sfida sarà trasformare i finanziamenti in cantieri conclusi e permettere a tutti gli studenti, da Nord a Sud, di vivere la scuola in ambienti sicuri e adeguati.

15/09/2026

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