Le ragazze sono più brave in italiano e i ragazzi più forti in matematica? È uno degli stereotipi più diffusi sulla scuola. E secondo i dati delle prove nazionali del 2025 qualcosa di vero sembra esserci, ma la realtà è più complessa di quanto sembri.
A dirlo è il rapporto pubblicato dall’INVALSI, che ogni anno analizza i risultati delle prove sostenute da oltre due milioni e mezzo di studenti italiani per capire quali competenze sviluppano durante il percorso scolastico.
Le differenze iniziano già da piccoli
I dati mostrano che le differenze tra ragazze e ragazzi compaiono molto presto, già nei primi anni di scuola.
Nella seconda classe della primaria, ad esempio, le bambine ottengono risultati leggermente migliori nella prova di italiano rispetto ai compagni maschi, con uno scarto medio di circa 2,5 punti percentuali.
In matematica, invece, la situazione si capovolge: alla stessa età le alunne registrano risultati mediamente 3,6 punti percentuali più bassi rispetto ai ragazzi.
Un dato che colpisce perché emerge già nei primi anni di scuola, quando le differenze di apprendimento dovrebbero essere ancora minime.
Alle medie il divario cresce
Alla fine della scuola secondaria di primo grado le differenze risultano ancora più evidenti.
Nella prova di italiano le ragazze continuano a ottenere risultati migliori, con un vantaggio medio di circa 6,8 punti di punteggio rispetto ai ragazzi. Una distanza che, secondo gli esperti, corrisponde a diversi mesi di apprendimento.
La matematica invece segue la tendenza opposta: i ragazzi mantengono un vantaggio rispetto alle compagne.
Non è solo una questione di talento
Secondo il rapporto, però, queste differenze non dipendono necessariamente dalle capacità naturali degli studenti.
Gli esperti sottolineano che possono influire diversi fattori:
- gli stereotipi culturali,
- le aspettative di insegnanti e famiglie,
- il modo in cui vengono insegnate alcune materie.
In altre parole, se una ragazza cresce sentendosi dire che la matematica è “una materia da maschi”, potrebbe sentirsi meno sicura e perdere interesse, anche se avrebbe tutte le capacità per eccellere.
Perché è importante parlarne
Il fatto che queste differenze compaiano già nella scuola primaria suggerisce una cosa importante: servono interventi educativi fin dai primi anni di scuola.
L’obiettivo è aiutare tutti gli studenti a sviluppare fiducia e curiosità in ogni disciplina, senza sentirsi limitati da stereotipi.
Perché alla fine la scuola dovrebbe insegnare proprio questo: che talento e passione non hanno genere.
13/03/2026







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