Finite le prove scritte, per migliaia di maturandi è arrivato il momento più atteso — e spesso più temuto — dell’Esame di Stato: il colloquio orale.
La Maturità 2026 porta con sé alcune novità importanti. L’orale non è più una semplice successione di domande, ma un percorso che punta a raccontare non soltanto quello che gli studenti sanno, ma anche chi sono, come ragionano e quali competenze hanno costruito durante gli anni di scuola.
Un colloquio che cambia
La novità principale riguarda le discipline coinvolte. Quest’anno il colloquio si concentra sulle quattro materie individuate dal Ministero, con l’obiettivo di verificare non soltanto le conoscenze, ma anche la capacità di collegare argomenti diversi e costruire un ragionamento personale.
Non basta quindi ripetere una lezione studiata a memoria. La commissione vuole capire se lo studente è in grado di argomentare, sviluppare un pensiero critico e affrontare i temi in modo consapevole.
Si parte da sé stessi
L’orale si apre con una breve riflessione sul proprio percorso scolastico e personale.
Gli studenti possono raccontare le esperienze più significative degli ultimi anni: attività scolastiche, progetti, passioni, esperienze extrascolastiche o percorsi che hanno contribuito alla loro crescita.
Per molti maturandi questa rappresenta una delle novità più interessanti, perché consente di portare all’esame anche una parte della propria storia.
Non solo interrogazioni
Il colloquio prevede diversi momenti:
- domande sulle quattro discipline;
- discussione delle prove scritte;
- presentazione del percorso di formazione scuola-lavoro;
- approfondimenti sull’educazione civica;
- eventuale discussione del Curriculum dello studente.
La commissione valuterà il percorso complessivo del candidato, tenendo conto anche delle attività svolte fuori dalla classe, dei progetti, delle competenze acquisite e delle esperienze documentate.
Quanto dura davvero?
Una delle domande più frequenti tra gli studenti è sempre la stessa: quanto dura l’orale?
Non esiste una durata fissata dalla normativa, ma nella maggior parte dei casi il colloquio dura tra i 45 e i 60 minuti.
Naturalmente i tempi possono variare a seconda dell’indirizzo di studi, della commissione e dell’andamento della prova.
Educazione civica e comportamento
Tra gli elementi che continuano ad avere un peso importante c’è l’educazione civica, che può entrare nel colloquio attraverso collegamenti, domande o approfondimenti.
Per gli studenti che hanno ottenuto sei in comportamento nello scrutinio finale è prevista inoltre la discussione di un elaborato dedicato alla cittadinanza attiva e solidale.
La vera sfida: collegare tutto
La parola chiave della Maturità 2026 sembra essere una sola: collegare.
La commissione cerca studenti capaci di mettere in relazione materie diverse, esperienze personali, attualità e competenze acquisite negli anni.
In questo senso l’orale assomiglia sempre meno a una lunga interrogazione e sempre di più a una conversazione guidata, nella quale conta non soltanto ciò che si sa, ma anche il modo in cui lo si racconta.
Ansia? Sì, ma non solo
Per molti maturandi l’orale rappresenta il momento più stressante dell’esame. Parlare davanti a una commissione, gestire l’emozione e rispondere alle domande può mettere in difficoltà anche gli studenti più preparati.
Ma il colloquio è anche l’ultima occasione per raccontare il proprio percorso e chiudere un capitolo importante della vita scolastica.
Dopo mesi di verifiche, interrogazioni e studio, quei 45 o 60 minuti non misurano soltanto quanto si è studiato, ma anche quanto si è cresciuti.
E forse è proprio questa la vera prova della Maturità.
21/06/2026








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