Il 4 novembre 1966 l'Arno sommerse la città, provocando 36 vittime e danneggiando migliaia di opere d'arte. Da tutto il mondo arrivarono giovani volontari per aiutare a salvare il patrimonio culturale fiorentino.
Ci sono date che non si possono dimenticare. Una di queste è il 4 novembre 1966, quando Firenze fu colpita da una delle più gravi alluvioni della sua storia. A sessant'anni da quella tragedia, la città ricorda non soltanto la devastazione provocata dall'acqua, ma anche la straordinaria solidarietà di migliaia di giovani volontari, passati alla storia come gli “Angeli del fango”.
Tutto cominciò nella notte tra il 3 e il 4 novembre. Dopo giorni di piogge intense, il fiume Arno si ingrossò fino a rompere gli argini e riversarsi nelle strade. L'acqua invase abitazioni, negozi, scuole, musei e biblioteche, trascinando automobili, detriti e fango. In alcune zone della città raggiunse addirittura i cinque metri di altezza.
Il bilancio fu drammatico: 36 persone persero la vita e migliaia di famiglie subirono danni gravissimi. Anche il patrimonio artistico e culturale di Firenze riportò ferite profonde. Dipinti, libri antichi, manoscritti e preziosi oggetti d'arte furono sommersi dall'acqua e dal fango.
Ma proprio nel momento più difficile accadde qualcosa di straordinario. Da diverse città italiane e da molti Paesi del mondo arrivarono migliaia di giovani volontari, desiderosi di dare una mano. Armati di pale, secchi e stivali, si misero al lavoro per liberare le strade, recuperare i libri dalle biblioteche e salvare le opere d'arte danneggiate.
Furono chiamati “Angeli del fango”, un nome che racconta perfettamente il loro impegno e la loro generosità. Molti erano studenti e ragazzi che, senza aspettare ricompense, decisero di partire per aiutare una città che non era la loro.
A sessant'anni di distanza, quella mobilitazione rimane un esempio importante di partecipazione civile e solidarietà tra generazioni e popoli diversi.
La storia dell'alluvione di Firenze ci ricorda che le calamità naturali possono lasciare ferite profonde, ma ci insegna anche che la collaborazione, il coraggio e l'impegno dei cittadini possono fare la differenza. Gli Angeli del fango dimostrarono che anche i giovani possono diventare protagonisti di una grande storia di solidarietà.
02/11/2026







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