Si chiama “Il libro che non vuole stare da solo” ed è un progetto nato in Germania da un’idea dell’italiana Ilenia Macera. Dodici domande invitano i viaggiatori a raccontarsi, condividere emozioni e lasciare un messaggio a chi leggerà dopo di loro. Dalla prima copia partita da Markdorf, il progetto è arrivato anche in Italia e in Australia.
E se, durante un viaggio in treno, trovassi un libro lasciato lì da uno sconosciuto? Non un romanzo da leggere e poi dimenticare, ma un diario speciale, pronto ad accogliere i tuoi pensieri, le tue paure e i tuoi sogni. Un libro da leggere, completare e lasciare a un'altra persona, per ricordare che, anche quando ci sentiamo soli, c'è sempre qualcuno con cui possiamo condividere qualcosa.
È questa l'idea di Ida Ilenia Macera, 36 anni, originaria di Sesto Campano, in provincia di Isernia, che vive da circa un anno e mezzo a Markdorf, nel sud della Germania. Il suo progetto si chiama Il libro che non vuole stare da solo, titolo originale Das Buch, das nicht allein sein will, ed è nato con un obiettivo semplice ma importante: mettere in contatto persone che non si conoscono, attraverso le emozioni e le parole.
Dodici domande per raccontarsi senza paura
Il funzionamento del progetto è semplice. Ilenia lascia una copia del libro su un treno e chi la trova può leggerla, rispondere alle domande presenti nelle pagine e aggiungere la propria esperienza. Una volta terminata la lettura, il volume viene rimesso in viaggio, pronto per essere scoperto da un'altra persona.
Il libro contiene dodici domande pensate per aiutare chi lo apre a fermarsi per qualche minuto e ascoltarsi davvero.
Si comincia con una domanda apparentemente semplice: «Come stai oggi?». Da lì, il percorso diventa sempre più personale. C'è spazio per raccontare un pensiero che normalmente si tiene nascosto, per riflettere su un peso che si vorrebbe lasciare andare, per ricordare un sogno che non si è mai abbandonato.
Tra le domande c'è anche un invito a scrivere un messaggio a se stessi da più giovani. E, nelle pagine finali, lo sguardo si sposta verso gli altri: per che cosa siamo grati, anche nelle giornate difficili? Che cosa vorremmo augurare alla persona che prenderà in mano il libro dopo di noi?
Non serve essere scrittori, né trovare le parole perfette. L'importante è essere sinceri e lasciare qualcosa di sé a chi arriverà dopo.
Da un treno in Germania fino a Terni e all'Australia
La prima copia è stata lasciata da Ilenia nel giugno scorso su un treno regionale partito da Markdorf. Da quel momento il progetto ha iniziato a muoversi autonomamente, passando di mano in mano e attraversando confini e Paesi.
Il libro è arrivato anche a Terni, mentre altri esemplari hanno intrapreso percorsi indipendenti, raggiungendo diverse località del mondo, fino all'Australia.
A rendere possibile questo viaggio c'è anche un codice QR presente nel volume. Attraverso il codice si accede a un sito web che permette di seguire gli spostamenti del libro su una mappa interattiva e di lasciare commenti.
In questo modo, un oggetto fisico diventa il punto di partenza di una comunità fatta di persone che probabilmente non si incontreranno mai, ma che possono riconoscersi nelle esperienze e nei sentimenti degli altri.
E la cosa più bella è che chiunque può partecipare: il libro si può acquistare online e ogni lettore può lasciarne una copia su un treno, affidandola a un nuovo sconosciuto.
«Le emozioni possono unirci anche oltre le parole»
Il progetto ha attirato interesse e richieste di traduzione in altre lingue. Per il momento, però, Ilenia preferisce mantenere il testo in tedesco, senza escludere possibili cambiamenti in futuro.
La scelta è legata proprio al significato dell'iniziativa. Come ha spiegato all'ANSA, il suo desiderio è preservare l'idea originaria: creare connessioni tra persone che non necessariamente parlano la stessa lingua, dimostrando che le emozioni possono avvicinarci anche quando le parole sono diverse.
È un messaggio particolarmente significativo in un mondo in cui siamo sempre connessi attraverso smartphone e social network, ma non sempre riusciamo a raccontare come stiamo veramente. Tra messaggi veloci, notifiche e conversazioni che durano pochi secondi, trovare uno spazio per esprimere le proprie emozioni può fare la differenza.
Il libro di Ilenia invita proprio a questo: rallentare, ascoltarsi e dedicare attenzione a qualcuno che ancora non conosciamo.
La scrittura come forza per ricominciare
Dietro il progetto c'è anche una storia personale. Ilenia racconta che la scrittura l'accompagna fin da bambina e che, nei momenti più difficili della sua vita, è stata una fonte di sostegno.
Dopo aver perso la madre quando aveva appena otto anni, ha trovato nelle parole un modo per affrontare il dolore e ritrovare la forza di andare avanti.
«Scrivere mi ha salvato da periodi molto brutti», ha raccontato, spiegando quanto la scrittura sia stata per lei un appiglio e una possibilità per ricominciare.
Anche il trasferimento in Germania è stato un passaggio importante. Ilenia ha scelto di cambiare Paese per dedicare più spazio a se stessa e alla propria crescita personale. Oggi lavora nel settore della moda, in negozio e sui social come influencer, confrontandosi ogni giorno con una lingua e una cultura diverse, senza perdere il legame con le proprie origini.
Il progetto del libro itinerante sembra racchiudere proprio questo percorso: trasformare esperienze personali, anche dolorose, in qualcosa che possa essere condiviso e diventare utile per gli altri.
Un piccolo gesto per sentirsi meno soli
Non sappiamo chi troverà il libro, quali pensieri deciderà di affidargli o dove finirà la copia lasciata oggi su un treno. Ed è proprio questa imprevedibilità a rendere speciale l'iniziativa.
Ogni lettore aggiunge un frammento della propria storia e riceve, attraverso le pagine già scritte, un piccolo pezzo di quella di qualcun altro. Non servono grandi discorsi o promesse: a volte basta scoprire che una persona sconosciuta ha provato una paura simile alla nostra, ha coltivato lo stesso sogno o ha attraversato una giornata difficile.
In fondo, il messaggio di Ilenia è semplice: non sempre possiamo risolvere i problemi degli altri, ma possiamo lasciare loro un segno di vicinanza.
E magari, la prossima volta che salirai su un treno, potresti trovare proprio quel libro. Aprirlo, leggere le storie di chi è passato prima di te e aggiungere la tua. Perché sentirsi meno soli, qualche volta, può cominciare da una pagina condivisa con uno sconosciuto.
12/10/2026







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