Le penne sono state riposte, i fogli consegnati e i gruppi WhatsApp delle classi sono ormai pieni di commenti, meme e pronostici sui voti. Ma per oltre 527 mila studenti italiani la Maturità non è ancora finita. Anzi, per molti la parte più difficile deve ancora arrivare: il colloquio orale.
Dopo le prove scritte, l’attenzione si sposta sui risultati e sul calendario degli orali. Le commissioni dovranno pubblicare i punteggi almeno due giorni prima dell’inizio dei colloqui e, salvo eccezioni, gli esami partiranno nei prossimi giorni.
L’esame che mette alla prova più delle conoscenze
Per molti maturandi l’orale rappresenta il momento più temuto. Non si tratta soltanto di ricordare date, formule o autori, ma di parlare davanti a una commissione, gestire l’emozione e dimostrare di aver costruito un percorso durante i cinque anni di scuola.
Quest’anno, inoltre, il colloquio cambia volto. Sparisce definitivamente la famosa “busta” o lo spunto a sorpresa che negli ultimi anni aveva caratterizzato l’inizio dell’esame. Al suo posto, gli studenti potranno partire da una riflessione personale sul proprio percorso scolastico, valorizzando esperienze, interessi e competenze raccolte nel curriculum dello studente.
Una novità che punta a rendere il colloquio meno meccanico e più vicino alla storia di ciascun candidato.
Quattro materie e sessanta minuti per raccontarsi
Dopo la parte introduttiva, l’esame entrerà nel vivo con domande su quattro discipline specifiche, diverse a seconda dell’indirizzo di studi.
L’obiettivo non è soltanto verificare le conoscenze, ma anche la capacità di collegare argomenti, ragionare e costruire un discorso personale. Una prova che può durare dai quaranta ai sessanta minuti e che richiede concentrazione fino all’ultimo minuto.
Accanto alle materie tradizionali, ci sarà spazio anche per i Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento, le esperienze di stage e alternanza scuola-lavoro che molti studenti hanno svolto negli ultimi anni.
Educazione civica: il presente entra nell’esame
Tra i protagonisti del nuovo orale c’è anche l’Educazione civica. I candidati saranno chiamati a confrontarsi su temi che riguardano la vita quotidiana: Costituzione, diritti, cittadinanza digitale, sostenibilità ambientale e responsabilità sociale.
Argomenti che escono dai libri e si collegano direttamente alle sfide che i giovani affrontano ogni giorno, dal cambiamento climatico all’uso dei social network, fino alla partecipazione alla vita democratica.
Non basta più “avere i punti”
Una delle novità più discusse riguarda il peso del colloquio. Se in passato alcuni studenti potevano contare su un alto numero di crediti accumulati durante il triennio, oggi la partecipazione attiva all’orale diventa fondamentale.
Presentarsi impreparati o rinunciare al confronto con la commissione può compromettere l’esito dell’esame. Non si tratta di essere perfetti o di non provare emozione: il vuoto di memoria e l’ansia sono situazioni che possono capitare. Ciò che viene richiesto è la volontà di affrontare il colloquio e di mettersi in gioco.
L’ultimo passo prima del futuro
Per molti ragazzi la Maturità coincide con la fine di un percorso e l’inizio di un altro. Università, lavoro, anno sabbatico o nuove esperienze all’estero: dopo l’orale si aprono possibilità diverse e spesso ancora tutte da costruire.
L’esame di Stato resta uno dei pochi momenti condivisi da un’intera generazione. Un rito di passaggio che continua a far discutere, a creare ansia e aspettative, ma che rappresenta anche l’occasione per guardarsi indietro e capire quanta strada si è fatta.
Per ora, però, il consiglio che circola tra i corridoi delle scuole è sempre lo stesso: dormire qualche ora in più, ripassare con calma e ricordarsi che, dopo l’ultima domanda, l’estate aspetta davvero.
23/06/2026







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