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Primo piano

3:32

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Per non dimenticare

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Ore 3:32 del 06/04/2009,la terra trema impetuosa, violenta, ancora, per l'ennesima volta. 
Molti dormono ignari di ciò che sta accadendo, magari sognano; a troppi la mente si popola di incubi...incubi generati dal terrore di un presagio. Qualcuno ha deciso di dormire in auto scoprendo di non essere il solo ad aver fatto la stessa scelta, pochi vanno via quasi avessero dato ascolto al sesto senso, fuggono da quella terra nobile, forte, gentile, meravigliosa ricca di futuro e di storia :L' Aquila. Tanti però rimangono, confidando nella solidità della propria casa, sperando che sia "solo" l'ennesima scossa e che come le tantissime precedenti si siano limitate a generare ansie e paure, pregando la sorte che non tocchi a loro... ma questa volta è diverso :non bastano le preghiere, non bastano le rassicurazioni, non bastano le certificazioni, non basta niente!!!
Come se le precedenti scosse fossero state degli avvertimenti, questa volta la terra ha tremato con così tanta veemenza che tutto è crollato: le case, i palazzi, le chiese, i monumenti, le novantanove cannelle, lo studentato; provocando una gigantesca implosione, spezzando giovani e meno giovani vite ricche di sogni, speranze, desideri, aspettative. 
La scossa ha percosso quasi tutto il centro Italia senza risparmiare Roma. Qui gli edifici si ergono maestosi, sembrano perdersi nel cielo e nelle sere limpide pare che tocchino le stelle. Dall'alto del sesto piano di un grattacielo la scossa è arrivata impetuosa, sembrava una giostra che non aveva nulla di divertente ;in casa tutto ha tintinnato: i bicchieri di cristallo, i piatti di ceramica, i lampadari, i letti sobbalzavano, l'acchiappasogni appeso alla finestra emette il suo caratteristico suono ma questa volta non ha la sua magica funzione, non serve per allontanare gli incubi bensì svolge un compito terribile, drammatico, tragico :avvisare che l'incubo si sta avverando. Tutto svanisce in un attimo, prima di poter aprire gli occhi e comprendere cosa stia accadendo, tutto scivola via come sabbia fra le dita. 
Da quel giorno nulla è più come prima, mille domande, innumerevoli rimorsi, infiniti rimpianti assalgono la mente e bloccano il respiro. 
Chi ha avuto la sfortuna di essere lì, di avere familiari, amici, conoscenti sotto le macerie convive con un dolore immenso, indescrivibile, costante, come un tradimento profondo,di chi avrebbe dovuto proteggerti e invece ti ha devastato. Il più piccolo rumore, scricchiolio, mette in allerta; l'odore di calcinacci, polvere, gas sono impressi nella memoria. 
Vite sopravvissute che nonostante tutto continuano il loro cammino grati della seconda possibilità avuta ma per assurdo convivono con il senso di colpa per essersi salvati, ritenendo di non essere meritevoli della seconda chance in quanto colpevoli di non essere riusciti a salvare altre anime, le stesse con le quali avevano condiviso gioia, preoccupazione, terrore.
Terrote del terremoto, proprio quello che in due minuti e ventuno secondi ha causato non solo 309 vittime ma ha distrutto le vite di chi che in quel fatidico giorno di dieci anni fa, ha perso tutti coloro che amavano. 
L' Aquila  03:32  , per non dimenticare.

Primo piano | di Simona Di Fabio | 08/04/2019


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