Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti. Cliccando su “Accetta”, proseguendo la navigazione, accedendo ad un’area del sito o selezionando un qualunque suo elemento, acconsenti all’uso dei cookie.

Accetta

Navigazione contenuti

Contenuti del sito

ABBRACCI, DOLORE E LACRIME: L’ITALIA SALUTA LE VITTIME DI CAPODANNO A CRANS-MONTANA

Immagine dell'articolo

Il nuovo anno era appena iniziato quando una notizia terribile ha spezzato la festa: la strage di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera. Un evento che ha lasciato senza parole, soprattutto perché tra le vittime c’erano tantissimi giovani tra i quali anche giovani italiani. In questi giorni le salme sono rientrate in Italia, accolte da familiari, amici e istituzioni in un silenzio carico di dolore.

 

All’aeroporto non ci sono state bandiere alzate o discorsi lunghi. Solo abbracci stretti, lacrime e sguardi persi. Momenti difficili da raccontare, perché dietro ogni nome c’è una storia, una vita interrotta troppo presto, sogni che non avranno il tempo di realizzarsi. Per chi resta, il ritorno a casa non è un sollievo, ma l’inizio di un percorso durissimo: quello dell’assenza.

 

Crans-Montana è una località conosciuta per la sua bellezza, per le piste da sci e per l’atmosfera di festa che ogni anno accompagna l’arrivo del nuovo anno. Proprio per questo la tragedia colpisce ancora più forte: un luogo simbolo di vacanza e spensieratezza trasformato, in pochi istanti, in scenario di morte. È una ferita che attraversa i confini e ci riguarda tutti.

 

Per molti ragazzi, questa notizia fa nascere domande difficili: perché succedono cose così? Come si può continuare a festeggiare, viaggiare, vivere senza paura? Non esistono risposte semplici. Ma esiste il dovere di ricordare, di informarsi, di non voltarsi dall’altra parte. Parlare di ciò che è accaduto significa anche provare a costruire una maggiore consapevolezza, chiedendo più sicurezza e responsabilità.

 

In queste ore, sui social, tanti giovani hanno condiviso messaggi di cordoglio, candele virtuali, parole di vicinanza alle famiglie colpite. Può sembrare poco, ma è un modo per dire “non siete soli”. La comunità, anche quella digitale, diventa un luogo in cui il dolore può essere condiviso e, almeno in parte, sostenuto.

 

Il rientro delle vittime in Italia segna un momento di lutto nazionale e personale insieme. È il tempo del rispetto, del silenzio e della memoria. Ma è anche il momento di ricordarci quanto la vita sia fragile e preziosa. Celebrare chi non c’è più significa impegnarsi a vivere con più attenzione, più empatia e più cura verso gli altri.

 

Perché dietro una tragedia non ci sono solo numeri o titoli di giornale, ma persone. E nessuno dovrebbe essere dimenticato.

05/01/2026

Inserisci un commento

Nessun commento presente

Ultimissime

24 LUG 2026

ODISSEA MANIA: L'ESTATE DELLA GEN Z SEGUE LE ORME DI ULISSE

L'ispirazione dal film di Christopher Nolan

24 LUG 2026

MINORI E GIUSTIZIA, IL GOVERNO CAMBIA LE REGOLE

Cosa prevede il nuovo disegno di legge e perché fa discutere

20 LUG 2026

Al via il Campionato Europeo di calcio a 7, gli Azzurri sognano il titolo

Roma capitale del calcio a 7 europeo: al via il Campionato Europeo, gli Azzurri sognano il titolo

13 LUG 2026

SOCIAL E MINORI, L'EUROPA PENSA A NUOVE REGOLE

«Niente schermi sotto i 3 anni»

13 LUG 2026

PREMIO ALLA CARRIERA ALLA SORBONA PER ALESSANDRA MALTONI

Il prestigio della cultura italiana a Parigi

09 LUG 2026

NON DA SOLI DI MARIO GIOVANNI LEONI

Il noir che indaga il bisogno umano di trovare un colpevole