L'intelligenza artificiale è ormai entrata nella quotidianità degli adolescenti italiani, ma la conoscenza del suo funzionamento rimane incompleta. Quasi quattro ragazzi su dieci, pari al 39,9%, conservano almeno una convinzione errata su questa tecnologia. Nonostante ciò, la maggioranza non vorrebbe vietarne l'utilizzo: soltanto il 13,5% è favorevole a un divieto assoluto.
I dati emergono da una ricerca realizzata da Ipsos Doxa per l'Istituto Giuseppe Toniolo, condotta tra il 30 luglio e il 10 agosto 2026 su un campione di 800 giovani tra i 14 e i 18 anni. I risultati saranno presentati il 24 ottobre a Milano, durante l'iniziativa educativa Parole a Scuola, dedicata alle sfide che coinvolgono le nuove generazioni.
L'indagine mette in luce alcune lacune nella comprensione dell'IA. Poco più della metà degli intervistati, il 54,5%, riconosce correttamente il ruolo degli algoritmi, mentre il 45% comprende l'importanza dei dati utilizzati per addestrare i sistemi. Persistono, però, interpretazioni fuorvianti: il 15,7% attribuisce all'intelligenza artificiale una comprensione del mondo simile a quella umana, il 13,9% pensa che possieda una forma di coscienza e il 10,5% ritiene che possa avere opinioni personali.
Sul fronte delle restrizioni, il 73,5% considera appropriato consentire ai ragazzi di utilizzare autonomamente l'IA tra i 13 e i 17 anni. Il 30,1% vorrebbe limitarla soltanto in alcune situazioni, come durante le verifiche scolastiche o nello svolgimento dei compiti.
Gli adolescenti sembrano quindi preferire l'educazione ai divieti. Il 34,6% chiede alla scuola di insegnare come utilizzare correttamente questi strumenti, mentre il 24,5% vorrebbe imparare a valutarne l'affidabilità. Anche in famiglia emerge la richiesta di accompagnamento: il 34,3% desidera essere aiutato a usare l'IA con consapevolezza e il 29,8% vorrebbe confrontarsi con i genitori sui rischi e sulle opportunità.
La ricerca suggerisce infine che una maggiore conoscenza dell'intelligenza artificiale è associata a una minore propensione verso proibizioni generalizzate. La sfida per scuole e famiglie consiste dunque nel fornire ai giovani competenze digitali e spirito critico, aiutandoli a distinguere le potenzialità della tecnologia dai suoi limiti.
14/10/2026







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