L’attore è ricoverato in terapia intensiva al San Camillo dopo essere stato colpito mentre viaggiava in monopattino. Intanto gli investigatori analizzano decine di filmati per identificare i responsabili degli attacchi nel quartiere Monteverde.
Proseguono le indagini sulle aggressioni avvenute a Roma tra il 4 e il 5 ottobre, quando una minicar nera sarebbe stata utilizzata per colpire diverse persone in strada. Al centro della vicenda c’è anche l’attore Davide Iacopini, ricoverato all’ospedale San Camillo dopo essere stato ferito gravemente mentre si trovava sul monopattino. Per lui è arrivata una notizia positiva: il secondo intervento neurochirurgico, eseguito nella notte di venerdì, è perfettamente riuscito. Restano però riservate le sue condizioni complessive e la prognosi.
Come sta l’attore Davide Iacopini
Secondo l’ultimo bollettino medico, Iacopini sta affrontando il decorso postoperatorio con una buona stabilità dei parametri vitali, pur considerando la gravità delle lesioni riportate. L’attore è ancora ricoverato in terapia intensiva e necessita di cure e controlli costanti. Nei prossimi giorni i medici valuteranno se ridurre gradualmente il livello di assistenza, in base all’evoluzione del quadro clinico.
Nato a Genova nel 1984, Iacopini ha costruito la sua carriera tra teatro, cinema e televisione. Dopo la formazione alla Scuola del Teatro Stabile di Genova, ha recitato in film come Diaz - Don't Clean Up This Blood, Mia madre e Suburra. È apparso anche in diverse serie televisive, tra cui Non uccidere, Squadra Antimafia, Leonardo e Studio Battaglia.
Quaranta telecamere per identificare gli aggressori
Mentre l’attore continua il suo percorso di cura, gli investigatori sono al lavoro per ricostruire quanto accaduto e individuare le persone coinvolte. Ris e polizia scientifica stanno esaminando le registrazioni di circa 40 telecamere, con decine di ore di filmati da analizzare.
L’obiettivo è risalire ai due ragazzi che si trovavano a bordo della minicar, forse minorenni. Secondo le prime ricostruzioni, il veicolo non avrebbe lasciato la zona di Monteverde Vecchio, dove si sono verificati gli episodi. Un dettaglio che desta particolare attenzione è la targa coperta da un elastico nero, circostanza che gli inquirenti stanno valutando per capire se le aggressioni siano state organizzate in anticipo.
Le verifiche riguardano anche garage e autodemolitori, nel tentativo di localizzare il mezzo. Un avvocato ha inoltre denunciato il furto di una minicar nera utilizzata dai figli: gli investigatori stanno controllando se il veicolo possa essere collegato ai fatti. Al momento, tuttavia, non ci sono conferme definitive sull’identità degli aggressori né sull’eventuale coinvolgimento dell’auto denunciata come rubata.
Non solo Iacopini: altre persone colpite
L’aggressione all’attore non sarebbe un caso isolato. Altre persone hanno segnalato episodi simili, nei quali il passeggero di una minicar nera si sarebbe sporto dal veicolo per colpire chi procedeva in bicicletta o in monopattino, per poi allontanarsi rapidamente.
Tra le denunce figura quella di una donna che ha raccontato di essere stata spinta mentre andava in bicicletta. Un uomo di 67 anni ha riferito, invece, di essere stato colpito al fianco con un tubo di plastica mentre camminava in viale dei Quattro Venti, nella tarda serata del 4 ottobre.
Le segnalazioni stanno alimentando la preoccupazione tra gli abitanti del quartiere. Le forze dell’ordine cercano ora di verificare se gli episodi siano collegati e se dietro gli attacchi ci siano sempre le stesse persone.
Minicar, un mezzo diffuso tra i ragazzi: ma la sicurezza viene prima di tutto
Le minicar sono veicoli compatti, spesso scelti dai giovani per gli spostamenti in città. Alcuni modelli possono essere guidati già a partire dai 14 anni, purché si possiedano i requisiti previsti dalla legge e il mezzo rientri nella categoria dei quadricicli leggeri.
La loro diffusione, però, non deve far dimenticare le responsabilità legate alla guida e all’uso della strada. Utilizzare un veicolo per intimidire o aggredire qualcuno può avere conseguenze molto gravi, sia per chi viene colpito sia per chi compie il gesto.
Le indagini proseguono e sarà il lavoro degli investigatori a chiarire responsabilità e dinamica dei singoli episodi. Nel frattempo, la vicenda di Monteverde ricorda quanto sia importante vivere gli spazi pubblici con rispetto: nessuna bravata può giustificare la violenza o mettere a rischio la vita degli altri.
12/10/2026







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