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QUANDO LE DONNE NON POTEVANO CORRERE

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Cari ragazzi sembra incredibile che, in un passato per nulla remoto, era opinione comune e condivisa che le donne non fossero fisicamente in grado di correre una maratona; addirittura, che la corsa potesse essere dannosa per la loro salute. Almeno fino agli anni '60. Tuttavia queste vecchie credenze sono state scardinate da due paladine dei diritti per le donne: Bobbi Gibb e Kathrine Switzer.

 

La prima donna a portare effettivamente a termine il percorso di una maratona fu Bobbi Gibb, a Boston, nel 1966. Dato che la competizione era ufficialmente chiusa alle donne, Bobbi indossò i vestiti del fratello e aspettò il via nascosta dietro un cespuglio, poco distante dalla linea di partenza.

Naturalmente, non essendo iscritta, corse l’intera distanza senza alcun pettorale, ma la sua fu un’esperienza positiva: gli altri atleti la sostennero e la incitarono fino a quando tagliò il traguardo, in 3 ore, 21 minuti e 40 secondi.

 

Ma una piena accettazione delle donne in maratona era ancora lontana.

Una fotografia passata alla storia, dell'anno successivo sempre a Boston, immortala Kathrine Switzer, iscritta con le credenziali generiche K. V. Switzer per non essere esclusa dall’assegnazione del pettorale 261, che viene pesantemente strattonata da Jock Semple, direttore di gara della maratona.

23/12/2020

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