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Da Curaçao all'Uzbekistan: la storia delle debuttanti al Mondiale

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Da Curaçao all'Uzbekistan: la storia delle debuttanti al Mondiale 

Ogni edizione dei Mondiali custodisce il fascino particolare e inconfondibile delle nazionali al debutto assoluto, paesi che hanno finalmente conquistato la qualificazione dopo decenni di sforzi dedicati e sacrifici calcistici continuativi. L'edizione 2026 vede quattro esordi storicamente importanti: Curaçao, Capo Verde, Giordania e Uzbekistan. Chiaramente, sin dal momento della qualificazione per nessuna di queste compagini l'obiettivo principale poteva essere rappresentato dalla vittoria finale. Basta consultare le analisi degli esperti oppure le quote sui Mondiali di oggi per rendersi conto di come Spagna o Francia appaiano di ben altro livello anche rispetto a nazionali ben più rodate delle esordienti, per le quali ogni ambizione viene ridimensionata facilmente al rango di velleità, tra la scarsa tradizione calcistica e l'effimera qualità tecnica. Ma le loro storie, ricche di peculiarità geografiche, culturali e sportive, raccontano percorsi affascinanti, pieni di significato storico e di aspirazioni di crescita calcistica a lungo termine.

La tradizione caraibica di Curaçao

Curaçao rappresenta una delle storie più interessanti tra le debuttanti mondiali. Questa piccola isola caraibica, pur non avendo una tradizione calcistica consolidata a livello internazionale, ha costruito negli ultimi decenni una base calcistica rispettabile. Solo 150mila abitanti, la fondazione della nazionale calcistica che risale solo al 2010 perché fino a quel momento confluiva calcisticamente nella rappresentativa delle Antille olandesi. Nella rosa ci sono alcuni giocatori che militano nei campionati europei, principalmente di secondo livello competitivo, ma con eccezioni di chi gioca nel Middlesbrough, nel N.E.C. in Eredivisie o nello Sheffield. La nazionale però ha iniziato a farsi conoscere nel panorama calcistico internazionale già dal 2016 quando si qualificò alla Gold Cup del 2017. È proprio nel 2017 che vince il suo primo trofeo, la Coppa dei Caraibi, in finale contro la Giamaica. Poi nel 2019 e nel 2025 arrivano ancora partecipazioni alla Gold Cup, fino alla prima storica qualificazione mondiali per la rassegna iridata in Usa, Canada e Messico, l'apice del percorso calcistico della nazionale caraibica.

Il calcio emergente di Capo Verde

Capo Verde incarna il progresso calcistico africano contemporaneo.  La rappresentativa esiste già dai primi del ‘900 ma è solo negli ultimi quindici anni che ha visto crescere il movimento calcistico e la competitività. Così nel 2013, Capo Verde conquista la prima qualificazione a un torneo internazionale, la Coppa d'Africa. In quell’occasione arriva anche ai quarti di finale. Da allora la nazionale capoverdiana ha consolidato la sua esperienza attraverso partecipazioni regolari alle qualificazioni continentali, non trovando il passaggio alle fasi finali ma costruendo una mentalità solida e una base di giocatori che giocano nei campionati europei, principalmente nel sud Europa. E così è arrivato il 2026 e la prima, storica, qualificazione a un campionato del mondo. La coesione tattica e la solidità difensiva rappresentano i marchi distintivi della squadra capoverdiana, che ha saputo costruire una progressione calcistica nonostante le risorse limitate rispetto alle potenze africane tradizionali.

La nuova realtà Giordania

La Giordania rappresenta un caso emblematico della crescita calcistica asiatica contemporanea. Anch’essa debuttante ad un campionato del mondo, il paese ha investito considerevolmente nei settori giovanili e nelle strutture di allenamento negli ultimi due decenni. E i primi risultati li ha avuti a partire dall’inizio del nuovo secolo. Nel 2004 ha trovato la prima qualificazione alla Coppa d’Asia, giungendo fino ai quarti di finale, poi ancora con continuità alle edizioni del 2011, 2015, 2019 e 2023, edizione nella quale ha trovato alla fine uno storico secondo posto in finale con il Qatar. Negli anni la Giordania ha imparato a confrontarsi con avversari di maggior spessore come Australia, Giappone e Corea del Sud e questo ha determinato un progresso tattico e tecnico della squadra, capace oggi di confrontarsi con palcoscenici importanti.

L'Uzbekistan con guida italiana 

L'Uzbekistan guidato dal commissario tecnico Fabio Cannavaro non sarà virale sui social come Threads, come Facebook o Instagram al pari di Curaçao, ma è comunque affascinante per il grande potenziale di sviluppo futuro che possiede. Ed è oggi la presenza più sorprendente tra le debuttanti mondiali. La nazione centroasiatica ha una tradizione calcistica più solida rispetto alle altre debuttanti, ereditata dal periodo sovietico, quando la regione era un centro importante di sviluppo calcistico. Nel corso degli ultimi vent'anni, l'Uzbekistan ha investito significativamente nella costruzione di infrastrutture calcistiche moderne e ha partecipato attivamente alle competizioni asiatiche con risultati rispettabili. Ecco allora che a partire dai primi anni 2000 la nazionale uzbeka si è posta stabilmente all’interno della Coppa d’Asia, fino all’apice del 2011 quando viene sconfitta in semifinale dall’Australia e arrivando alla fine quarta alla conclusione del torneo. Tanta esperienza per la compagine eurasiatica, quindi, che ha trovato piano piano a crescere in organizzazione tattica e qualità tecnica, fino ad arrivare ad arrivare sul palcoscenico più importante della Coppa del Mondo.

 

24/06/2026

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