Il calcio come luogo d’incontro, capace di mettere insieme persone, storie ed esperienze diverse. È questo il messaggio lasciato da “Uniti in campo con Eni”, l’iniziativa che il 26 e 27 settembre ha dato vita a due giornate dedicate allo sport e, soprattutto, all’inclusione.
Promosso dalla Confederazione Calcistica Italiana con il sostegno di Eni, l’evento ha coinvolto bambini e ragazzi in attività sportive pensate per favorire partecipazione, condivisione e socialità, con una particolare attenzione alle persone con disabilità motoria e a chi vive situazioni di svantaggio sociale.
Sul terreno di gioco sono passati così in secondo piano risultati e classifiche. A diventare protagonisti sono stati il piacere di giocare insieme, il senso di appartenenza e la possibilità per ciascuno di sentirsi parte della stessa squadra.
Una filosofia racchiusa già nel nome scelto per l’iniziativa: “Uniti in campo”.
Le due giornate hanno confermato quanto lo sport possa rappresentare uno strumento concreto di inclusione quando riesce ad abbattere le distanze e a creare occasioni nelle quali le differenze non costituiscono un ostacolo alla partecipazione.
L’iniziativa si inserisce nel percorso sociale portato avanti dalla Confederazione Calcistica Italiana, che intende affiancare sempre più all’attività sportiva progetti rivolti ai giovani, all’inclusione e alle realtà impegnate quotidianamente al fianco delle persone più fragili.
Importante, in questo percorso, la collaborazione con Eni, che ha sostenuto un progetto nel quale i valori dello sport sono diventati esperienza concreta sul campo.
«Quando abbiamo pensato a questa iniziativa volevamo che ogni ragazzo potesse sentirsi protagonista, senza differenze e senza barriere – ha dichiarato il Presidente della Confederazione Calcistica Italiana, Andrea Montemurro –. Quello che abbiamo visto in queste due giornate ci spinge a proseguire con ancora maggiore convinzione. Ringraziamo Eni per aver condiviso con noi questo progetto. Crediamo in uno sport capace di arrivare a tutti e di lasciare qualcosa che vada oltre una partita di calcio».
“Uniti in campo con Eni” si chiude quindi lasciando soprattutto immagini di partecipazione, sorrisi e condivisione, ma anche la volontà di dare continuità a un modello nel quale lo sport diventa occasione di incontro e strumento di crescita sociale.
Perché un campo da calcio può essere molto più del luogo in cui si disputa una partita: può diventare uno spazio nel quale le differenze si incontrano, le barriere si riducono e nessuno resta fuori dal gioco.
28/09/2026








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