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LA DOTTORESSA MONTELEONE CI SPIEGA IL PROBLEMA DELLE ANSIE ADOLESCENZIALI

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Dottoressa Monteleone, nonostante la giovane età, il suo curriculum è di grande interesse. Il lavoro in Ospedale Pediatrico e in consultorio, le hanno fornito una formazione a 360°.

Quale pensa sia la caratteristica professionale che la contraddistingue?

La ringrazio innanzitutto per l’opportunità.

Parto col dire che già da piccola avevo una tendenza innata verso la cura dell’altro. Amavo aiutare e ovviamente lo amo tutt’ora. Ho fatto di questa propensione la mia professione. Il mio lavoro è anche la mia passione, quindi la stanchezza la sento poco e non so se questo sia sempre un bene per me stessa! Ma mi piace pensare che tutto quello che faccio potrà aiutare l’altro in difficoltà: è questo il mio motore. Mi appassiono ai pazienti ma soprattutto alle loro storie che cerco di accogliere e comprendere con rispetto e delicatezza. Nutro un interesse particolare rispetto i minori e le famiglie e le esperienze in questo settore mi hanno permesso di aiutare molte persone nel ritrovare un nuovo equilibrio psicologico; d’altronde è questa la mia missione: promuovere nell’altro una nuova prospettiva di benessere.

Proprio in base alla sua formazione ed esperienza, quale pensa possa essere il contributo che può dare ai genitori che si iscrivono al portale “Sos Adolescenza. Adolescenti. Istruzioni per l’uso”. Cosa l’ha spinta a far parte di questo progetto innovativo?

Innanzitutto, sono una sostenitrice del mondo virtuale. Infatti, se dovessi trovare un lato positivo del periodo pandemico direi che, in linea generale, c’è stata un’efficace e sana riscoperta della tecnologia come strumento che può unire e può favorire condivisione e conoscenza. Il progetto “Sos Adolescenza. Adolescenti. Istruzioni per l’uso” mi ha visto infatti impegnata nella realizzazione di videocorsi fruibili a tutti, anche a persone distanti chilometri da me. Mi piace l’idea che tutti possano accedere a contenuti di grande interesse, oltre che di estrema utilità; soprattutto per genitori alle prese con figli che attraversano un periodo difficile e delicato come quello adolescenziale.

 Una delle tematiche da lei trattate è “Le Ansie adolescenziali: cosa sono e come gestirle”. Ci spieghi brevemente questa tematica, magari fornendoci qualche consiglio su come riconoscerle.

Nel periodo adolescenziale le forme di disagio legate all’ansia riguardano principalmente le rappresentazioni dell’adolescente nelle situazioni sociali e le preoccupazioni circa le performance scolastiche. I timori spesso si concentrano sul futuro e sulla paura di non riuscire a raggiungere i propri obiettivi. Spesso questa tipologia di ansia è legata ai dubbi che assillano l’adolescente riguardo alle scelte che gli si prospettano.

L’ansia in fase adolescenziale può esprimersi in diversi modi, come ad esempio: nervosismo, irritabilità, disturbi del sonno, sintomi fisici (come mal di pancia o mal di testa), ecc. Spesso per il genitore è difficile capire quale sia la cosa migliore da fare per aiutare il proprio figlio\a a stare meglio. Il genitore deve imparare infatti a destreggiarsi nelle varie insidie che il periodo adolescenziale comporta; il compito più arduo per il genitore è di favorire l’autonomia, ma allo stesso tempo essere una base sicura dove il figlio sa di poter tornare per chiedere aiuto e accudimento. Vedremo strategie e suggerimenti che possano aiutare voi genitori in questa delicata ed importante fase di vita.

Pensa che il fenomeno in questione abbia subito una maggior diffusione a causa della pandemia che abbiamo vissuto?

I dati delle recenti ricerche parlano chiaro: durante il periodo pandemico si è assistito ad un aumento di ansia e depressione tra gli adolescenti. I fattori scatenanti possono essere stati diversi, come ad esempio: il distanziamento sociale, il non aver avuto rapporti fisici con i propri coetanei ha aumentato fenomeni di esclusione sociale e senso di solitudine. Infatti, in adolescenza aumenta il bisogno di riconoscersi in un gruppo. È proprio l’incontro con altri che permette ai ragazzi/e di costruire la propria identità. Altro fattore rilevante è stato l’utilizzo illimitato dei social media: i momenti di noia sono stati colmati dall’utilizzo eccessivo dello smartphone. I social media hanno sicuramente il merito di aver abbattuto i muri dell’isolamento; tuttavia, se non usati in modo consapevole possono essere portatori di ansia, depressione e senso di inadeguatezza. Un ultimo aspetto importante è stato quello della perdita della routine, che è un meccanismo importante per i ragazzi che hanno visto scomparire quella quotidianità scandita dagli impegni scolastici e non. Le routine sono fondamentali perché aiutano, soprattutto gli adolescenti che vivono in una fase della vita di particolare incertezza, a dare stabilità.


 

10/06/2021

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