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“Era Ieri”, Antonio Ponticello si mette a nudo: una ballad intima nata da un terremoto interiore

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“Era Ieri” non è soltanto una canzone, ma un atto di esposizione emotiva totale. Antonio Ponticello, artista, musicista e frontman della band Arthemis, firma un brano profondamente personale che segna un passaggio importante del suo percorso umano e artistico. Un singolo autoprodotto, privo di etichette, sovrastrutture e filtri, nato dall’urgenza di raccontare un cambiamento interiore e di condividerlo senza mediazioni con chi ascolta.

Il brano prende forma in un momento preciso: quello della consapevolezza. Ponticello racconta di un periodo complesso della propria vita, attraversato da disillusioni, idealizzazioni infrante e dalla necessità di rileggere persone e situazioni con occhi nuovi. Non un singolo episodio, ma una fase esistenziale che ha generato una trasformazione profonda, portandolo a distinguere finalmente tra parole e azioni, tra promesse e realtà.

Da qui nasce “Era Ieri”: una sorta di rito catartico, un “terremoto interiore” che inizialmente ferisce, ma che nel tempo si rivela necessario per ritrovare equilibrio, serenità e una nuova direzione. La musica diventa così strumento di guarigione, un modo per espellere ciò che pesa e lasciare spazio a una vita diversa, aperta alla felicità, all’armonia e alla gioia.

La scelta dell’autoproduzione non è casuale. Ponticello rivendica una libertà creativa totale, indispensabile per raccontarsi senza veli. Il brano nasce e prende forma tra quattro mura, in un contesto di assoluta intimità, che permette all’artista di entrare in contatto diretto con ciò che attraversa l’anima. Scrittura e registrazione avvengono in modo istintivo, quasi “in presa diretta”: testo e melodia vedono la luce in meno di mezz’ora, senza ripensamenti né costruzioni artificiose.

Anche l’arrangiamento segue questa filosofia: sottrazione anziché aggiunta. Nessuna enfasi superflua, nessun effetto ridondante. “Era Ieri” si presenta come una ballad delicata ma intensa, lasciata volutamente nuda, affinché parole e musica possano arrivare dritte alla coscienza e al vissuto di chi ascolta.

La risposta del pubblico, nonostante l’assenza di promozione tradizionale, è stata sorprendente. Messaggi privati, testimonianze di ascoltatori che si sono riconosciuti nel testo, racconti di chi ha trovato nella canzone le parole che non riusciva a pronunciare. Tra queste, il messaggio di una sconosciuta che ha ringraziato l’artista per averle dato voce in un momento difficile della sua vita: un riconoscimento che Ponticello considera la più grande gratificazione possibile, ben oltre numeri e classifiche.

“Era Ieri” segna anche l’avvio ufficiale di un percorso solista parallelo all’esperienza con la band. Un’esigenza personale, nata dal desiderio di esplorare una scrittura più diretta e di muoversi liberamente tra generi e contaminazioni. Un progetto che guarda avanti e che presto prenderà forma in un album: oltre dieci brani già pronti, frutto dello stesso periodo creativo, che confluiranno in un lavoro dal titolo significativo, Nuovo Universo.

Un manifesto intimo, ma anche l’inizio di una nuova fase artistica. Un modo di raccontarsi senza cliché, mettendo al centro ciò che si vive, senza mediazioni. Perché, come suggerisce il titolo stesso del brano, ciò che è stato appartiene al passato. E il futuro, ora, può finalmente cominciare.

30/01/2026

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