Ci sono vicende nelle quali la burocrazia sembra essere soltanto burocrazia. E ce ne sono altre nelle quali una firma, un'autorizzazione e una pratica amministrativa finiscono per raccontare qualcosa di molto più grande.
Quello che sta accadendo a Carate Brianza appartiene alla seconda categoria.
La Folgore Caratese ha conquistato sul campo la Serie C, riportando il calcio professionistico in città dopo una lunghissima assenza e diventando protagonista di un vero "miracolo sportivo". Quello che avrebbe dovuto essere un momento di festa collettiva si è però trasformato, alla vigilia dell'esordio casalingo del 24 agosto contro la Dolomiti Bellunesi, in uno scontro durissimo tra la società guidata da Michele Criscitiello e l'amministrazione comunale del sindaco Luca Veggian.
Il risultato concreto è difficilmente comprensibile per un tifoso: la Folgore non potrà disputare quella partita nel proprio stadio e dovrà giocare a Zanica, in provincia di Bergamo.
Una società arriva tra i professionisti. La città è pronta?
È questo il primo interrogativo che merita di essere posto.
La promozione non è arrivata improvvisamente in una mattina d'agosto. È il risultato di un percorso sportivo costruito nel tempo. Parallelamente, negli ultimi anni la società ha assunto la gestione del complesso sportivo e avviato importanti interventi sull'impianto con l'obiettivo dichiarato di adeguarlo a standard superiori.
Eppure, proprio quando quel salto di categoria è diventato realtà, il sistema non è riuscito a garantire che la prima storica partita casalinga della nuova stagione venisse disputata a Carate.
Il sindaco Luca Veggian sostiene una difesa che appare a nosgtro avviso "lagunosa" ma il risultato comunque non cambia e non chiude affatto il caso, così come non chiude il caso la sua "misteriosa" assenza dai radar e quella della Reponsabile del Settore Edilizia Privata e Urbanistica Cristina Princiotta.
Perché un'amministrazione non ha soltanto il compito di stabilire chi abbia consegnato un documento il giorno X o chi dovesse firmare una pratica il giorno Y. Ha anche una responsabilità politica e sociale: prevedere i problemi, coordinare gli interlocutori e fare tutto ciò che la legge consente affinché un'opportunità per il territorio non venga sprecata, almeno che la crescita esponenziale della Folgore non sia divenuto un ostacolo politico e allora oggi vengono messe in atto trappole burocratiche per affossare una società virtuosa??
Ed è precisamente su questo terreno che la vicenda diventa politicamente interessante. Durante il mese di Agosto e precedentemente il quello di Luglio dove erano il Sindaco Luca Viggian e la Responsabile edilizia Cristina Princiotta? Perchè le problematiche sono emerse solamente alla vigilia della gara? Perchè gli sforzi della Folgore Caratese e della sua presidenza devono essere sprecati e gettati alle ortiche nonostante il parere favorevole dei Vigili del Fuoco?
Come si è potuti arrivare alla settimana precedente l'esordio storico in campionato senza aver risolto prima tutte le necessarie situazioni e generato un tavolo di lavoro comunale per una gara tanto attesa dalla cittadina?
È questa, a nostro avviso, la domanda centrale.
Non basta stabilire chi abbia inviato per ultimo una PEC o quale documento mancasse a fine luglio. Bisogna comprendere l'importanza dell'evento, sedersi a tavolino con la proprietà della società e trovare insieme uno spazio di dialogo.
C'è però un fatto importante che appare difficile ignorare!
La Folgore Caratese ha raggiunto un risultato che porta il nome di Carate Brianza nel calcio professionistico. La società ha investito direttamente nelle strutture ed ha svolto un ruolo chiave ed un eccellente lavoro sul settore giovanile, generando una importante opportunità per i ragazzi del luogo. Al momento decisivo, però, la squadra deve lasciare la propria città per disputare quella che avrebbe dovuto essere una festa davanti al proprio pubblico.
Qualunque sia la distribuzione finale delle responsabilità amministrative, questo, a nostro avviso, è un fallimento per il territorio e per l'intera amministrazione.
Perché davanti a un progetto sportivo che raggiunge un traguardo di questa portata, un'amministrazione efficiente dovrebbe essere capace di sedersi al tavolo con società, tecnici e autorità competenti con largo anticipo, individuando ogni ostacolo e stabilendo una tabella di marcia che impedisca di arrivare alla vigilia del campionato in queste condizioni.
Purtoppo a pagarne il prezzo non sono soltanto la Folgore Caratese o Veggian.
Lo pagano i tifosi.
Lo pagano le famiglie.
Lo pagano i bambini che sognavano di vivere una importante e storica giornata di sport.
Lo paga l'immagine di Carate Brianza.
Sarebbe facile liquidare tutto come l'ennesima lite del calcio italiano ma sarebbe anche un errore.
Qui si parla del rapporto tra investimento privato e amministrazione pubblica; della capacità di un Comune di accompagnare un progetto che genera attività economica e aggregazione sociale; della gestione di un patrimonio sportivo; soprattutto, della capacità della macchina pubblica di trasformare un successo del territorio in un'opportunità anziché in un problema.
La Folgore ha fatto quello che una società sportiva deve innanzitutto fare: ha vinto.
Ha conquistato la categoria superiore dando lustro ad una intera città.
Perché la domanda che rimane sul tavolo è semplicissima.
Se una squadra porta Carate Brianza in Serie C e alla prima partita deve andare a giocare fuori casa, chi ha perso davvero?
La risposta non può essere gnerica.
La città merita di sapere molto di più.
22/08/2026







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