ROMA - Quattro anni consecutivi alla guida del Paese. Il 22 ottobre 2026 il Governo presieduto da Giorgia Meloni ha raggiunto un traguardo senza precedenti nella storia della Repubblica: nessun altro Esecutivo era rimasto in carica per un intero quadriennio. Insediatosi il 22 ottobre 2022, aveva già conquistato il primato di longevità il 4 settembre, superando i 1.412 giorni del secondo Governo Berlusconi.
Per celebrare la ricorrenza, Palazzo Chigi ha pubblicato un documento che raccoglie i principali numeri e provvedimenti approvati o avviati dall'inizio della legislatura. Al centro del bilancio figurano 140 miliardi di euro di tagli fiscali, una diminuzione del 70 per cento degli sbarchi irregolari e 1,4 milioni di posti di lavoro stabili in più. Si tratta di dati presentati e selezionati dal Governo, che costituiscono quindi il suo bilancio politico dei primi quattro anni.
Fisco, 140 miliardi rivendicati
Sul fronte economico, l'Esecutivo attribuisce i 140 miliardi di minori tasse a una serie di interventi distribuiti su più esercizi. Fra le misure indicate rientrano il taglio del cuneo fiscale e contributivo, la revisione delle aliquote Irpef, la detassazione dei premi di produttività e dei fringe benefit e gli aiuti contro il caro energia.
La cifra non rappresenta una singola riduzione strutturale delle entrate in un solo anno, ma il valore cumulato degli interventi destinati a famiglie, lavoratori e imprese durante il quadriennio. Secondo la ricostruzione del documento, 38,8 miliardi sarebbero riconducibili al taglio del cuneo fiscale, 20 miliardi a quello contributivo e 25,3 miliardi alla riforma dell'Irpef.
Occupazione ai massimi, ma resta il nodo dei salari
Il secondo dato messo in evidenza riguarda il mercato del lavoro. Palazzo Chigi indica 24,4 milioni di occupati, un tasso di occupazione ai massimi storici e una disoccupazione scesa dall'8,1 per cento del 2022 al 5,6 per cento nel primo semestre del 2026. Nello stesso periodo, secondo il bilancio governativo, sarebbero aumentati di 1,4 milioni i posti stabili.
Il quadro segnala un rafforzamento dell'occupazione, ma la lettura politica dei risultati richiede cautela: la dinamica del lavoro dipende anche dal ciclo economico, dalla demografia e dalle misure adottate prima dell'insediamento dell'attuale Esecutivo. Restano inoltre aperte le questioni della produttività, dei salari reali e dei divari occupazionali tra territori, generazioni e generi.
Sbarchi in calo del 70 per cento
Il terzo risultato rivendicato riguarda l'immigrazione. Il Governo indica una riduzione del 70 per cento degli sbarchi irregolari, associandola agli accordi con i Paesi di origine e transito, al contrasto alle reti dei trafficanti e a un aumento del 55 per cento dei rimpatri. Nel bilancio trovano spazio anche i decreti sui flussi migratori e l'iniziativa italiana in sede europea sul Patto per la migrazione e l'asilo.
Anche in questo caso, il dato va rapportato al periodo scelto come riferimento e all'andamento delle rotte nel Mediterraneo, influenzato da guerre, instabilità politica, condizioni meteorologiche e intese internazionali. La flessione rappresenta comunque uno dei punti sui quali la maggioranza concentra maggiormente la propria comunicazione.
Il significato politico del record
Il traguardo dei quattro anni ha un valore che va oltre i singoli provvedimenti. In un Paese nel quale i governi della Repubblica sono durati in media poco più di un anno, la continuità dell'Esecutivo costituisce di per sé un elemento politico rilevante. Il precedente primato apparteneva al Governo Berlusconi II, rimasto in carica per 1.412 giorni tra il 2001 e il 2005.
Per la maggioranza, la stabilità rappresenta la condizione che ha permesso di programmare le riforme e rafforzare la posizione italiana in Europa. Per le opposizioni, invece, la durata non può essere considerata automaticamente una misura dell'efficacia dell'azione di governo: il giudizio deve comprendere anche crescita, sanità, scuola, potere d'acquisto e qualità dei servizi pubblici.
A un anno dalla scadenza naturale della legislatura, il documento di Palazzo Chigi assume così una duplice funzione: celebrare un primato istituzionale e fissare la piattaforma politica sulla quale il centrodestra intende affrontare l'ultima parte del mandato.
22/10/2026







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