Oltre 236mila giovani controllati in tutta Italia nell’ambito di una vasta operazione della Polizia di Stato. Quasi 1.700 le persone denunciate.
La criminalità giovanile torna al centro dell’attenzione delle forze dell’ordine. In appena due settimane, una vasta operazione della Polizia di Stato, coordinata dal Servizio Centrale Operativo, ha portato a 644 arresti in tutta Italia: 575 riguardano giovani maggiorenni e 69 minorenni.
L'attività ha coinvolto migliaia di agenti delle 106 Squadre mobili italiane, con controlli soprattutto nelle zone della movida e nelle aree considerate a rischio spaccio. Complessivamente sono stati identificati 236.138 giovani, tra cui oltre 23mila minorenni.
Oltre agli arresti, 1.695 ragazzi sono stati denunciati, 373 dei quali minorenni. Le accuse riguardano diversi reati, tra cui furti, rapine, risse, aggressioni, danneggiamenti, estorsioni e spaccio di sostanze stupefacenti. In alcuni casi sono stati trovati anche armi e oggetti pericolosi detenuti illegalmente.
Un aspetto particolarmente preoccupante riguarda il fatto che alcune condotte violente venivano persino riprese e condivise sui social dagli stessi protagonisti, come se fossero imprese da esibire e motivo di orgoglio.
L'operazione riporta l'attenzione su un problema importante: la violenza non è un gioco e non diventa meno grave perché commessa da giovanissimi. Le risse, le aggressioni e il possesso di armi possono avere conseguenze molto serie, sia per chi le compie sia per le persone che ne diventano vittime.
Contrastare la criminalità giovanile significa quindi rafforzare i controlli, ma anche investire nell'educazione, nella scuola e nelle opportunità di crescita, affinché ragazze e ragazzi possano scegliere strade diverse dalla violenza e dall'illegalità.
03/11/2026







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