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QUANDO LA MATURITÀ È PIÙ DI UNA PROVA, È UN RITO DI PASSAGGIO

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In questi giorni migliaia di studenti italiani stanno affrontando una delle prove più intense e simboliche della loro vita: l’esame di maturità. Non è solo una verifica delle conoscenze scolastiche, ma un vero e proprio rito di passaggio, il primo grande spartiacque tra adolescenza e vita adulta. Un momento carico di aspettative, paure, sogni e adrenalina.

C’è un film che, più di ogni altro, è riuscito a cristallizzare questo passaggio in immagini, parole e musica: "Notte prima degli esami", uscito nel 2006 per la regia di Fausto Brizzi. Ambientato nell’estate del 1989, il film racconta le ultime settimane prima della maturità di un gruppo di studenti romani. Tra ripassi dell’ultimo minuto, amori improvvisi, litigi con i genitori e la pressione del “dopo”, Brizzi ci restituisce un quadro vivido e sincero di quel periodo così unico.

Un cult che parla a tutte le generazioni

"Notte prima degli esami" è diventato un cult non solo per chi ha vissuto quegli anni, ma anche per chi oggi, nel 2025, sta affrontando la maturità. Il suo linguaggio, la colonna sonora – su tutte la celebre canzone di Antonello Venditti che dà il titolo al film – e la sua sincerità emozionale hanno fatto sì che tornasse ogni anno, puntualmente, sui palinsesti TV e sulle piattaforme streaming, quasi come un rituale collettivo.

Rivederlo la sera prima dell’esame è per molti un gesto scaramantico, ma anche un modo per sentirsi meno soli, per sorridere, magari piangere un po’, e trovare coraggio.

La maturità come ponte

Affrontare l’esame di Stato oggi non è come farlo nel 1989. I ragazzi del 2025 si portano dietro due anni di pandemia, una rivoluzione digitale in corso, l’incertezza climatica e sociale. Ma il senso di quel momento – il timore del futuro, la nostalgia per ciò che si sta lasciando, la voglia di cambiare il mondo – resta immutato.

In ogni scuola d’Italia si ripetono riti sempre uguali: il vestito “giusto” per l’orale, il porta fortuna, l’amico con cui fare gli ultimi ripassi fuori dall’aula. E poi c’è la notte prima, quella vera: insonne, elettrica, fatta di messaggi, playlist condivise, pensieri che corrono veloci.

Un consiglio ai maturandi

A chi sta per entrare in aula con la tesina in mano o affrontare le temutissime tre buste, va detto questo: respirate, vivete il momento, abbracciate la paura. Questo esame non definisce chi siete, ma sarà per sempre un capitolo importante nella vostra storia.

E magari, la sera prima, concedetevi un piccolo rito generazionale: guardate “Notte prima degli esami”. Non importa se conoscete già il finale. Perché, proprio come la maturità, non conta solo arrivare alla fine, ma ricordarsi come ci si è sentiti lungo il percorso.

27/06/2025

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