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SOTTO L'OCCHIO DEL GRANDE FRATELLO

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Attività di spionaggio informatico effettuate per immagazzinare gusti e preferenze degli utenti fino addirittura ad anticiparli nelle ricerche da questi effettuate in rete: si tratta di certo di uno dei timori più diffusi tra gli internauti al giorno d'oggi. In tanti addirittura, pur non avendo cercato uno specifico oggetto dei propri desideri, si ritrovano la pubblicità di esso sui social network o tra i banner di Google.

Ecco, dinanzi a fenomeni del genere si tende ad attribuire la colpa agli smartphone o agli assistenti digitali come Alexa o Siri, ed al fatto che questi siano in grado di acquisire anche indirettamente le conversazioni degli utenti e quindi trasmetterne il contenuto ai colossi informatici che poi le mettono a frutto con specifiche campagne pubblicitarie.

Il discorso, pare, è più complesso e probabilmente addirittura più inquietante, stando a quanto riferito da un ex dipendente di Google.

Stando a dei dati diffusi in seguito ad una specifica ricerca condotta nel 2019 da Wandera, società israeliana con sede a Londra specializzata proprio in cybersicurezza, sembra invece che non ci siano problemi di sicurezza 

Il gruppo, che è stato di recente acquisito da Apple per la cifra di 400 milioni di dollari, avrebbe condotto un'indagine per testare specificamente due distinte tipologie di smartphone. Dopo aver sbloccato tutti i permessi privacy su 4 cellulari: 2 con sistema iOS e 2 con Android; i tecnici hanno disposto le coppie spaiate in due stanze diverse. Nella prima camera sono state diffuse per mezzora delle pubblicità di cibo per cani e gatti, mentre nella seconda è stato mantenuto totale silenzio. In tutti e quattro i dispositivi elettronici erano installate tutte le principali applicazioni dei colossi informatici, quali Facebook, Instagram, Chrome, SnapChat, YouTube e Amazon. Un esperimento che è stato ripetuto con le medesime caratteristiche per tre giorni consecutivi.

Ebbene, stando quantomeno ai dati di Wandera, non ci sarebbe stata nessuna differenza nelle pubblicità online riportate dalla coppia iPhone/Samsung chiusa nella stanza in cui venivano trasmessi gli spot di cibo per cani e gatti. Nessuna differenza nell'uso di batterie o di banda è stata registrata, nè il microfono dei dispositivi si è mai attivato per spiare.

17/05/2021

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