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LIBERO DI NOME E DI FATTO

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Ricordato a Palermo al grido di "Libero Libero", l'imprenditore Libero Grassi, ucciso dalla mafia il 29 agosto del 1991 per essersi opposto al racket del pizzo. Come ogni anno, alle 7.45 in punto, ora in cui furono esplosi i colpi, i familiari dell'imprenditore hanno colorato di rosso sangue il marciapiedi dove fu ucciso Grassi. E hanno rimesso, come fanno ogni anno, il manifesto con la scritta "qui è stato assassinato Libero Grassi". Alla commemorazione hanno partecipato i rappresentanti delle forze dell'ordine e delle istituzioni, ma anche semplici cittadini e i ragazzi di Addiopizzo.

Il figlio dell'imprenditore, Davide, lancia un appello agli imprenditori che ancora pagano il pizzo: "Quello che ha convinto alcuni è stata l'idea di non lasciare questa eredità così pesante ai propri figli, perché tanti commercianti che pagano sono persone oneste, ma dico loro che è inutile lavorare onestamente e lasciargli poi l'eredità di rapporti disgustosi con la mafia...". 

"Libero Grassi era un imprenditore, una persona civile, un punto di riferimento culturale che ha rappresentato e rappresenta ancora oggi, a distanza di 30 anni dal suo assassinio, l'esempio di una nuova coscienza per gli imprenditori", ha detto il sindaco di Palermo Leoluca Orlando. "In quegli anni - ha aggiunto - era isolato nella sua denuncia, ed era scomodo perché le istituzioni statali ed imprenditoriali avevano il volto della mafia. Oggi Libero Grassi può dire missione compiuta ma non ancora completata perché le zone grigie, in una Palermo cambiata in sintonia col sacrificio di Grassi nel rifiuto della violenza criminale mafiosa, seppur grandemente ridotte, continuano ad esistere".

31/08/2021

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