Altro che messaggi vocali che si cancellano: c’è un posto in Italia dove l’amore vive ancora su carta, tra buste, francobolli e parole scritte a mano. Succede in Abruzzo, dove è nato un museo davvero speciale, capace di parlare anche ai ragazzi di oggi.
Tutto comincia con una storia degna di un film romantico: un incontro casuale sui binari della Circumvesuviana, uno scambio di lettere mentre il mondo scopre email e chat, e poi un’idea un po’ folle ma bellissima: premiare le più belle lettere d’amore e salvare questi sentimenti dal dimenticatoio digitale.
Da quell’idea nasce un concorso che oggi è arrivato alla 26ª edizione, grazie a Massimo Pamio e Giuseppina Verdoliva. Nel tempo hanno raccolto oltre 25mila lettere d’amore provenienti da ogni angolo del pianeta. Dal 2011 sono custodite nel Museo della lettera d'amore, ospitato nello storico Palazzo Valignani, sede del Comune.
Il museo si trova a Torrevecchia Teatina, un paese di circa quattromila abitanti sulle colline tra mare e montagna. Eppure qui è conservato un tesoro unico al mondo: lettere che raccontano amori nati, cresciuti, messi alla prova dalla distanza e dal tempo.
Non solo concorso: col passare degli anni sono arrivate donazioni di interi epistolari da famiglie ed eredi, anche dall’estero. Alcune storie sono così intense da avere una stanza tutta per sé, come quella di Guido Aula e Maria Antonietta Genuardi, considerata la più bella d’Italia. Ci sono lettere dalla Francia, dal Canada, e buste che fanno brillare gli occhi anche agli appassionati di francobolli.
Ma la cosa più potente è l’effetto sui visitatori. “Molti si commuovono, qualcuno piange”, raccontano i fondatori. Perché leggere queste lettere significa entrare, con rispetto, nelle vite degli altri… e scoprire che l’amore, anche senza Wi-Fi, sa ancora emozionare.
Forse è questo il messaggio per i ragazzi di oggi: cambiano i mezzi, ma le parole sincere restano. E a volte, scritte a mano, arrivano ancora più lontano.
16/02/2026







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