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IL PERCHÉ DEI BOTTI DI CAPODANNO

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In tutto il mondo si festeggia il Capodanno, per ogni Paese esistono diverse usanze, pagane o religiose. La mezzanotte segna un momento di passaggio, che ricorda al mondo la fine di qualcosa e l’inizio di un nuovo percorso.

Secondo Alfredo Cattabiani, studioso di simboli e tradizioni scomparso nel 2003,  tutto il periodo natalizio è una serie di capi d’anno legati al solstizio d’inverno, dall’antico natale romano del Sol Invictus a quello degli antichi Egizi del 6 gennaio.

Una fase dell’anno in cui si saluta con vari riti la rinascita del sole che coincide con un nuovo inizio.

Gennaio era infatti il mese dedicato  al dio bifronte Giano che guarda indietro e avanti, alla fine dell’anno trascorso e all’inizio del prossimo.

I botti o fuochi artificiali di Capodanno, sono l’intenzione di allontanare le forze del male e gli spiriti maligni che si scatenano, in un momento di passaggio dal vecchio al nuovo anno. Pare che gli spiriti maligni abbiano una certa riluttanza per i rumori forti; anche il tappo dello spumante sparato per festeggiare la mezzanotte è ottimo per allontanare i malocchi vari.

Si tratta di un modo di rendere solenni i grandi momenti che ha origini molto antiche nel tempo. Si ha notizia di riti di passaggio celebrati con il fuoco e con il rumore già nel mondo mediterraneo precristiano. Nel ‘600 questo tipo di celebrazione acquisì un carattere regale, veniva organizzata e vissuta nelle corti. Poi con l’invenzione della polvere da sparo i due elementi, fuoco e rumore, sono stati fusi.

27/12/2020

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